Studio delle fritte con il Microscopio Riscaldante

Abstract

Il microscopio riscaldante rappresenta ancora uno strumento di grandissimo aiuto per lo studio del comportamento dei materiali sottoposti ad un ciclo di riscaldamento. In un campo ceramico, po, è uno strumento insostituibile per lo studio delle fritte e degli smalti. L’analisi eseguita in modo manuale, tuttavia, è molto gravosa e molto spesso ci si limita a registrare solamente il cosiddetto “punto di rammollimento”, peraltro valutato in modo molto soggettivo. Oramai da molti anni è stato dimostrato che una più completa analisi delle immagini fornite dal microscopio può fornire informazioni più esaurienti sul comportamento del vetro; ciò nonostante questi preziosi suggerimenti sono stati quasi completamente ignorati perchè l’elaborazione manuale risulta troppo laboriosa. Ora, grazie all’utilizzo di tecniche d’analisi computerizzata delle immagini, è possibile trasformare rapidamente in informazioni preziose e molto accurate tutti i dati contenuti nelle immagini fornite dal microscopio riscaldante. Una delle limitazioni legate all’utilizzo dei vecchi strumenti manuali era indubbiamente dovuta alla necessità di utilizzare un gradiente di riscaldamento troppo basso. L’evoluzione della tecnologia, infatti, ha consentito di raggiungere cicli di cottura dell’ordine di decine di minuti, con gradienti di riscaldamento di oltre 50°C per minuto. I microscopi riscaldanti di nuova generazione consentono di raggiungere velocità di riscaldamento di 80°C il minuto e sono quindi in grado di riprodurre le sollecitazioni termiche che si verificano effettivamente nei forni industriali. In questa nota illustriamo alcuni risultati otenuti con il nuovo microscopio riscaldante Misura, che unisce l’acquisizione e l’elaborazione automatica delle immagini ad un software dedicato per l’elaborazione dei dati, insieme con un forno ad elevata velocità di riscaldamento dotato di programmatore automatico.

Publicazione
Ceramic World Review

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